Alba: un nuovo inizio a Faro Superiore
- Andrea Moser

- 18 ago
- Tempo di lettura: 4 min

Alba 2024 è proprio uno degli esempi di come ci piace operare in un’azienda.
Non si tratta soltanto di un vino, ma del primo frutto di un progetto condiviso che nasce da un’intuizione comune e si sviluppa attraverso un percorso fatto di ascolto reciproco, osservazione e cura.
Tutto è iniziato quando la famiglia Sofi, che dagli anni Cinquanta guida l’Azienda Agricola Sofi a Faro Superiore, in provincia di Messina, ha scoperto il nostro approccio alla viticoltura in un articolo. Dopo un breve scambio di messaggi i Sofi ci hanno fatto recapitare una bottiglia del loro rosso, prodotto nella vigna di famiglia, condotta con spirito genuino, ma ancora priva di una tecnica strutturata.
Noi abbiamo avuto modo di assaggiarlo durante un periodo di pausa, in viaggio, caso vuole proprio in riva al mare. Fin dal primo sorso il potenziale della materia prima ci ha colpiti per la sua fora profondamente identitaria e riconoscibile, ma anche la necessità di intervenire con decisione per superare alcune evidenti criticità.
Un territorio straordinario, un progetto da costruire
Il passo successivo è stato l'incontro con la famiglia Sofi e la visita alla vigna di Faro Superiore, un contesto agricolo ricco di storia ma in evidente difficoltà. Il vigneto, con oltre cinquant’anni di età, aveva subìto reimpianti non coerenti con la sua origine: le varietà non erano state verificate, e l’identità storica del sito era stata in parte compromessa. Inoltre, le vinificazioni pregresse avevano evidenziato problematiche come presenza di Brett e instabilità microbiologica, anche a causa dell’assenza di una cantina adeguatamente attrezzata.
Durante la visita abbiamo anche avuto modo di scoprire meglio la storia dei Sofi e della loro azienda. L’idea di Cantina Sofi nasce negli anni Cinquanta a Faro Superiore, piccolo borgo collinare affacciato sullo Stretto di Messina, grazie alla visione di Santi Sofi, ingegnere e imprenditore che decide di coltivare la vigna per passione, in un luogo meraviglioso in cui la viticoltura è tradizione antica, ma spesso dimenticata. Oggi sono i suoi figli a portare avanti il progetto, con lo stesso rispetto per il territorio e per la memoria familiare, dando nuova forma a quell’intuizione originaria in omaggio al padre, che ha saputo trasmettere valori profondi legati alla terra, al lavoro e all’identità.
I due ettari di vigneti si estendono su terreni sabbiosi e drenanti, accarezzati dalla brezza marina e dal sole siciliano e danno vita a vini eleganti, autentici e artigianali, frutto di una viticoltura sostenibile e di una vinificazione che unisce tecnica e sensibilità.
Rigenerare la vigna
Come sempre, abbiamo deciso di ripartire dalla base: il vigneto. Il primo intervento è stato sulla potatura, fondamentale per ristabilire un equilibrio vegeto-produttivo, e sulla gestione del suolo, fortunatamente già certificato biologico. Abbiamo seminato essenze spontanee, lavorato sul ripristino della struttura del vigneto, riallineando i filari e introducendo una forma di allevamento a palmetta per le piante giovani. Le viti più vecchie, con tronchi importanti e fortemente lignificati, sono state recuperate selezionando le branche sane per riportarle gradualmente in produzione.
È un lavoro iniziato quasi due anni fa, che porteremo avanti per altri quattro o cinque anni prima di considerare il vigneto completamente ristabilito e produttivamente equilibrato.
Alba: la prima parola di una nuova storia
In questa fase di transizione abbiamo scelto di non forzare la produzione del rosso, nonostante le varietà tipiche del Faro DOC – Nocera, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e una piccola presenza di Nero d’Avola – siano già presenti. Abbiamo invece deciso di iniziare da un rosato, un vino che ci consente di raccontare fin da subito l’identità del luogo e allo stesso tempo sostenere il progetto nella sua fase iniziale.
Alba 2024, il primo vino nato dalla collaborazione, è una perfetta espressione territoriale: un rosato morbido e suadente, che racconta la Sicilia, il suo sole e la sua vena salina. Un vino che non rappresenta una scelta di passaggio, ma una dichiarazione di stile e visione. Una parte del vigneto sarà sempre destinata alla sua produzione, a fianco del futuro rosso.

Identità, accoglienza e paesaggio
Accanto al lavoro in vigna stiamo sviluppando, insieme alla famiglia Sofi, un progetto di ristrutturazione di un rustico che diventerà la nuova sede aziendale, con cantina e spazi per l’accoglienza. Siamo in una zona della Sicilia che non rientra nei circuiti turistici più battuti, ma che conserva una bellezza autentica e intatta. Da questa posizione si può osservare il mare in tutta la sua forza, sentendolo parte integrante del paesaggio agricolo.
Recentemente abbiamo ampliato il fondo con l’acquisto di altri 6.000 m² di terreno, destinato all’impianto di un vitigno a bacca bianca. L’obiettivo, nel medio termine, è quello di affiancare al rosato e al futuro rosso anche un bianco, completando un’offerta coerente e rappresentativa: bianco, rosato e rosso. Tutti a Faro.
Un tempo lungo, un futuro condiviso
In questa fase iniziale stiamo vinificando un IGT Sicilia, affidandoci a una cantina sull’Etna che condivide la nostra attenzione per il dettaglio e la qualità. Quando le condizioni saranno mature, l’ingresso nel disciplinare del Faro DOC sarà una naturale evoluzione, ma senza forzature: lavoriamo seguendo il tempo del vigneto, non quello del mercato.
Il progetto con l’Azienda Agricola Sofi non è soltanto una collaborazione: è una visione comune, una relazione costruita sul rispetto, e un percorso di crescita che coinvolge territorio, viticoltura, ospitalità e identità.
Alba 2024 è il primo passo concreto di questo cammino. Un vino che parla di rinascita, collaborazione e prospettiva.





